Lezioni di meraviglia

Andrea Colamedici, Maura Gancitano

«Per meravigliarti davvero devi essere disposto a mettere costantemente in dubbio ogni cosa, altrimenti non puoi essere un cercatore che anela sinceramente alla verità, anche a costo che non sia bella.»

 

 

«La nostra cultura associa l’amore all’abbandono e alla perdita di coscienza. Al contrario, l’amore è un esercizio di attenzione costante, il tentativo di mantenere un livello di coscienza superiore. L’amore, inteso come rapporto consapevole con l’Altro, non è abominevole come lo specchio perché non è una riproduzione né la falsificazione di qualcosa. È un riconoscimento tra diversi, e il portare avanti questo riconoscimento e questa diversità. È un esercizio di attenzione. L’amore visto come abbandono è puro addormentarsi; al contrario l’amore come esercizio di attenzione – che implica desiderio, spinta, rapporto erotico nel senso di tentativo di raggiungimento di qualcosa che sfugge continuamente – significa entrare in relazione con la conoscenza.»

 

 

«Perché l’anima si nutre dei nostri atti eroici di bellezza.»

 

 

«Una persona di successo non è chi ha quello che desidera la massa, ma chi ha imparato a far succedere le cose, defilandosi quando necessario.»

 

 

«Essere assenti non significa essere inesistenti: implica piuttosto il trovarsi altrove. In una società che obbliga alla presenza, essere assenti è un atto rivoluzionario. La domanda che si apre, di conseguenza, è: siamo spinti a essere presenti a cosa? Al nostro mondo emotivo, all’altro, all’empatia?»

 

 

«Per conoscere una parola non basta conoscerne la storia, quindi, ma è necessario entrarci profondamente in relazione.

[…]

Bisogna lasciare splendere le parole, non obbligarle a essere soltanto la loro storia, né quel che di loro si è sempre saputo.»

 

 

«La parola “tristezza” racconta quel ritorno all’oscurità che è il solo a permettere una chiara visione del cielo.»

 

 

«Se hai appreso l’arte di avere dubbi non puoi più smettere, perché dubitare crea dipendenza. Una dipendenza sana, che non ha nulla a che vedere con l’infelicità. Il fatto è che noi associamo l’infelicità alla vuotezza, e non riusciamo a capire che una vita felice è una vita in cui è presente anche l’infelicità. È il farti delle domande, cioè avere un limite da superare, che ti fa sentire in movimento e veramente vivo. Il dubbio è l’anticamera della trasformazione: accogliere il dubbio come compagno di viaggio significa disporsi a essere completamente diversi da un istante all’altro. Se dubiti, sai di essere perennemente in pericolo. E lo accetti. E così apprendi, e ti trasformi.»

 

 

«Bisogna avere il coraggio di essere talmente pericolosi da non dimenticarsi mai che ogni trasformazione porta tanta morte quanta rinascita: più sei disposto a morire, meno resterà di te. Meno resterà di te, più potrai diventare.»

 

 

«Il miracoloso si manifesta solo in uno spazio in cui è possibile sbagliare. Non ha niente a che fare con l’efficacia, non conferma il mondo ordinario, non è un processo di normalizzazione.»

 

 

«Chi fuoriesce dagli schemi per troppa bellezza è spesso costretto a fingersi normale, ordinario, comprensibile. La civiltà pretende di comprendere tutti, di prendere ogni individuo dentro di sé. Ma per alcuni è semplicemente impossibile: sono i casi che, a ben vedere, salvano quotidianamente l’umanità.»

 

 

«Per lasciare spazio alla meraviglia serve disciplina. In altre parole, per fare in modo che la follia di ciascuno di noi abbia un senso serve la capacità di indirizzarla.»

 

 

«Isolandoci, oggi rischiamo di chiuderci e di sottrarci la ricchezza della meraviglia dell’Altro. La meraviglia, forse, è come la felicità: è vera solo se condivisa.»