Archive 3.2

May-Jun 2023


Sono stati giorni pienissimi, senza pause, ed è già noto il mio intento di non raccontare tutto per filo e per segno, perché a chi importerebbe di tutto questo se mi approcciassi in quel modo. Passano esami, giorni passati insieme a Mario, i nostri pranzi insieme e le nostre coccole, gli allenamenti, che sono sempre bellissimi. Ma collegandomi a questi ultimi è proprio arrivato il momento di raccontare un certo fatto, su Twitter l’avevo già accennato, ricevendo come sempre l’attenzione di persone lontane ma che con la loro premura sono sempre molto vicine quando si parla di me. Venerdì 16 giugno sono andata all’ASL di San Giuliano per fare degli esami del sangue e urine completi, non li facevo da tempo e andavano fatti, ricevo gli esiti sul mio fascicolo online martedì 20, e tutti i valori di glucosio (73 mg/dL), creatinina (0.86 mg/dL), colesterolo totale (164 mg/dL), colesterolo hdl (67 mg/dL), trigliceridi (120 mg/dL), bilirubina (0.38 mg/dL), acido urico (3.5 mg/dL) ecc. risultano perfetti, in più risultano perfetti anche i valori di altri esami specifici per vedere se la pillola anticoncezionale non sta dando problemi (ci sarebbe una storia anche su questa, già iniziata nell’ultimo VideoPodcast di Tenero Gheriglio, ne riparlerò certamente). Però poi si arriva all’emocromo completo, e si capisce subito che l’emoglobina è al di sotto della soglia minima, anche di parecchio, 8.0 g/dL (range di riferimento 13.0-16.5 g/dL). Mi dico qua è una carenza di ferro, ma più avanti nella giornata cerco su Google cosa può essere il motivo, mi ritrovo a capire che non sono messa bene, perché con il valore di 7 g/dL ci sarebbero da fare solo le trasfusioni. Comincio a stare un minimo male anche per tutte le letture di queste descrizioni, a livello psicologico ho sempre sofferto il sangue, anche persino quando la stronza parlava dell’apparato circolatorio per lezioni intere stetti male. Il sangue, che fluisce, fluisce e va di qua, di là, a lungo andare urta il mio cervello emofobico, comincio ad avere una sensazione di svenimento più o meno forte in base all’entità sul momento, ma tutto può partire da un piccolo taglietto su cui comincio a fare un pensiero più lungo del dovuto (in guerra, sembra assurdo ma è così, non ci sarebbe alcun problema, non ci sarebbe tempo per il cervello di soffermarsi, in guerra si agisce punto, lo specifico per il lettore più puntiglioso e attento). Con l’età questo andrà a svanire, mio padre ha avuto la stessa identica cosa: con il suo ruolo di controllo esercizio ATM a Milano poi è passato a vedere motociclisti spiaccicati per terra dopo l’urto con un tram senza battere ciglio. Mi accorgo che già sono in uno stadio successivo all’inizio, all’esame del sangue del 16 giugno non ho avuto il minimo pensiero sul sangue, mi ricordo solo che l’infermiera che mi stava prelevando 8 provette avrebbe voluto farmi conoscere suo figlio 31enne faticosamente in cerca ma single (uno in più nella fila) se non fossi stata fidanzata, ha amato il mio essere “acqua e sapone”, la mia bellezza anche se indossavo la mascherina: mi avrebbe presa anche con la mascherina. Non so perché mi sono subito ricordata del figlio 30enne della stronza, che forse non è nemmeno in cerca, ma in definitiva resa, e chissà come mai ho riso forte, non comprendo. Allora arrivando al dunque, ieri pomeriggio sono riandata dalla dottoressa di base per mostrare gli esami: urine perfetto, esami perfetti fino a che… emoglobina a 8 no, come mai, non va bene, diventa seria, mi accorgo di aver intuito bene ci fosse un serio problema, ma sono arrivata ad accorgermi in tempo per fortuna. Quando dopo la scoperta delle ipotetiche trasfusioni avevo chiamato mia mamma, lei mi ha detto che se dovesse davvero mai succedere lei potrebbe donarmi il sangue, perché io, anche abbastanza scherzosamente è chiaro, le stavo dicendo che trovare sangue 0- disponibile in zona avrebbe potuto diventare mortale. Ci scherzo spesso, ma a Mario dico che ho il sangue peggiore! Ahaha. Donerei volentieri, ma altre volte avevo avuto problemi di carenza di ferro, con le mestruazioni lasciamo perdere è un disastro… mi manderebbero a casa. E stavolta appunto purtroppo ne ho avuto la riprova: speriamo quell’emoglobina bassa sia semplicemente dovuta a una carenza di ferro, ma ripensandoci ho avuto delle mestruazioni più abbondanti negli ultimi mesi, anche la notte, in più forse ho mangiato meno carne rossa, meno seppie, meno calamari, con la guerra il pesce da comprare con prezzi decenti è stato altro purtroppo, e diciamolo demonizzano sempre più la carne rossa che una la riduce, e poi la riduce troppo sigh. Adesso sto cercando di recuperare, con qualche bistecca e limone in allegato per assorbire il benedetto ferro (ma la questione del limone la faccio sempre, come mangiare la rucola o l’insalata prima del primo a pranzo per creare una parete protettiva nello stomaco), voglio prendermi anche la carne di cavallo appena riesco, all’Esselunga ieri mattina ho fatto una spesa completa di 83 euro sempre solo per me (mi sto stabilizzando sul prezzo), ma ho trovato solo altro. Spero anche il pesce spada, le orate, il salmone, ecc. che ho preso aiutino comunque nella scalata, verdure a foglia verde scura, altre cose così, ma il grosso lo farà il Ferrograd per 3 mesi, come mi ha prescritto la dottoressa, addirittura all’inizio con una compressa al giorno, e una volta abituata due al giorno (sono difficili da digerire, ma l’ho già preso due o tre volte nella mia vita e non avevo avuto grossi problemi ad assumerlo). Tutto questo se gli esami ulteriori che devo fare il prima possibile non fanno uscire che io sono celiaca, ed è bizzarro ma periodicamente esce sempre questa cosa, anche quando in terza liceo avevo perso peso (che fisichino incredibile, altroché) perché non riuscivo a digerire nulla e mangiavo meno, e la zoccola era presente, mi osservava, non mi aveva persino interrogata all’ultimo giro perché mi vedeva un po’ giù, ma alla fine ero solo un po’ stressata, la dottoressa che c’era ai tempi però, l’altra, mi aveva fatto fare il test per la celiachia, che risultò negativo. Ma ritornando ai controlli che devo fare adesso, gli esami comprendono un bellissimo triplice campione di feci, ma diciamo pure cacca, che devo produrre appena le mestruazioni mi smettono, e infine ferritina, transferrina, ferro, valori che saranno imbarazzanti poverini, ma speriamo i colpevoli siano loro, ecco. Sì, non sto scherzando, ho anche le mestruazioni da lunedì, lunedì e mercoledì infatti mi sono allenata cercando di fare meno, una fatica incredibile per me perché chiedermi di fare meno è la cosa in assoluto più difficile, faccio sempre di più, sempre di più automaticamente, ma devo dire che oggi (anche con la scusa che ora so nel mio corpo cosa sta accadendo) ho sentito le forze venire meno, è atroce, l’ossigeno viene trasportato con fatica senza l’emoglobina necessaria, il recupero dopo lo sforzo è lento, ma non potevo accorgermi, da anni e anni spesso vado letteralmente ko, anche a 11 anni col nuoto agonistico spesso mia mamma mi doveva raccogliere dal tavolo perché appena finita la cena mi addormentavo direttamente vicino al piatto, ci voleva qualcuno che mi spingesse a fare lo sforzo di raggiungere la mia camera ahaha! Ho sempre dato tutto, ma ora devo risolvere, non è qualcosa di banale, non si scherza, come ho scritto anche su Twitter. Anemia te ne andrai via, stanne certa. Allora dai produrrò la mia cacchina, preleverò in tre punti per vedere se non ho emorragie interne o altro, ma spero sia l’altro il problema, quello del ferro basso, magari potessi mangiarmi un palo di ferro, sarebbe semplice risolvere. No, un palo in testa arriverà simbolicamente ai topi quando scalerò di nuovo le montagne col ferro giusto, e per le notizie che riceverò e riceveranno. Il venticello ieri sera ha rinfrescato i giorni di caldo intenso, oggi era stupendo, ho cercato di trattenermi in allenamento, saltarlo del tutto sarebbe solamente più dannoso per me, e insomma il vento continua a parlare chiaro, avrò tutto, ma che testa forte che ho, senza essere in forma sono riuscita a spingere più o meno come faccio sempre. La mia testa è anche più dell’emoglobina a 16, se potessi dire un valore sarebbe cento (so che oltre il 16.5, valore massimo, non è positivo averla, ma immaginiamo). Fino al prossimo aggiornamento, che continui il vento.

— 28 giugno 2023


Il caldo poi ha preso piede sul serio, anche se ieri pomeriggio soffiava il solito vento amico, col messaggio “vincerà la verità come sempre stai tranquilla, e la verità sei tu, non quell’ippopotamo femmina invidioso in menopausa non scherziamo”. Stamattina mi sono svegliata alle 7:45 perché ieri sera con Mario abbiamo parlato fino a mezzanotte, ma ho subito fatto la mia solita colazione “che pare un pranzo” e il resto, e per le 9:30 ero pronta per uscire e andare al mercato. Dopo due settimane ho replicato con ciliegie, albicocche, pesche, pesche schiacciate, perché mi erano piaciute tutte e mi erano bastate per più di una settimana (al Lidl ho trovato delle ottime prugne rosse e delle buonissime pesche che mi hanno permesso di sguazzare per altri giorni). Una volta tornata a casa con la bicicletta di mia mamma, l’ho messa a riposare, sono salita a controllare tutta la roba, a metterla in frigorifero, sono riscesa e sono andata ad allenarmi con la Graziella. Mi ero già vestita con la tenuta da corsa (la stessa della scorsa volta), all’inizio, tanto non ho sfigurato mica al mercato, anzi ahaha. Anche oggi ho spalmato un po’ di crema in cima e sulle cosce ancora bianche, sapevo sarebbe servita, e infatti ho preso un sole meraviglioso stamattina, tornando a casa mi sono accorta di essermi abbronzata dalla spallina del reggiseno che un minimo fuoriesce da quella della canottiera. L’allenamento è stato meraviglioso, i topi erano lì a fare niente come al solito, forse però stanno ascoltando il mio consiglio di non essere ossessionati dalle finestre e le tapparelle, di gestirle più a sentimento… Certo il sentimento che hanno poi è sempre molto chiaro, visibile, lo sento: non so dei due ratti vecchi chi mi ammira di più, dopo ogni scritto, dopo ogni dimostrazione di forza, e, se posso esagerare, di intelligenza e di astuzia che sfoggio. Non c’è tanto altro da dire, oltre al fatto che sono sicura il vento abbia ragione. Mi tornerà tutto, persino il bene, e se devo essere sincera le persone non hanno mai smesso di volermene. L’invidia è chiaro porti chi la prova per te all’astio. Ma chiunque per strada mi fa un cenno di assenso, con le labbra serrate in un sorrisino sincero, vero. Sarò ancora tanto.

— 24 giugno 2023


La piscina è stata meravigliosa, ma questo si sapeva già. E allora ci sono un mondo di circostanze attorno che mi andrebbe di far sfilare senza troppe pretese. Stamattina sono andata al Lidl, sempre con la bici di mia mamma, un momento delizioso, di vita semplice e solitaria, ma non vorrei stufare ai livelli di D. Thoreau. Ma d’accordo, diciamolo meglio, stare a casa da sola è riposante, e allo stesso tempo ti fa attuare quella resistenza costante che devi impiegare per continuare il viaggio: se non poni bene anche un solo tassello tutto si ripiega su se stesso. Ci pensavo già ieri, magari potessi rifare la prima e la seconda prova della (im)maturità adesso, per noiosissimi motivi me le mangerei con gusto. Quindi, adesso mi trovo nella pace e nella stanchezza dopo la solita mia giornata intensa, faccende, studio, sport e contorno. Alle 17 sono entrata in acqua, faccio l’ingresso a 5€ dalle 17 alle 19 perché basta e avanza, e in realtà con l’autobus ero riuscita a presentarmi in piscina alle 16:50, ma no, non mi hanno fatta mica entrare in anticipo spiegando velocemente che tra la preparazione e tutto ci avrei messo più di 10 minuti, e in acqua sarei entrata al minimo alle 17 in punto. Allora inizio a svestirmi (costume già indosso) e a prepararmi davanti alla segreteria, “bene allora mi guardate mentre mi preparo”, e alle 17 meno due minuti mi mancava ancora una parte piccolissima del corpo da spalmare con la crema e mi fanno “ora puoi entrare dai”, io “ora no, almeno finisco, sennò la cosa mi disturba anche”. Finisco di fare asciugare la crema, pago, entro, con in testa ancora la provocazione che avevo messo in atto, ma soprattutto con davanti ancora le stupide parole del tizio proprietario “poi mi spieghi come fai a metterti la crema da sola anche dietro”. Signore caro, hai appena assistito allo spettacolo di una ragazza che per godersi 10 minuti in più in piscina s’è tolta i vestiti le scarpe e i calzini davanti a te, vorrai pensare non arrivi con le braccia e le mani anche fino all’ultimo pixel della sua schiena? Ovvio che ci riesce! Non so neppure cosa ci sia di tanto strano; anche la cuffia, una volta la mettevo sempre con l’aiuto di una compagna di nuoto, ora so metterla da sola: si può fare tutto da sola. Come direbbe suor Gianna, all’asilo di Zivido dove lavorava mia mamma, “di quel che non c’è si fa a meno”. Nuoto, oh sì nuoto, per un’ora e mezza, capisco che dopo 10 mesi so comunque ancora farlo pazzescamente, la sensazione di libertà è meravigliosa, familiare, l’Apple Watch segna male le vasche, soprattutto quando uso la tavoletta e ho le braccia ferme, infine ne faccio più di 50 in vasca lunga che non è banale. Alle 18:30 parto coi tuffi, e se avevo detto dovessi risparmiarmi un po’ con le braccia ieri perché il nuoto è basato su quelle (sì le gambe servono a direzionare, a galleggiare, solo in uno sprint possono aiutare, e se lo chiedi anche a Gregorio Paltrinieri ti ripete che non servono poi a tanto), tuttavia non avevo pensato ai tuffi che faccio sempre dopo, con cui le gambe riprendono il sopravvento. Una bambina, completamente concentrata sui tuffi a bomba, al secondo tuffo mi urla, dall’acqua: “ma come fai oh”. Mi è rimasto impresso, e raccontarlo adesso non rende, al momento mi è venuto un sorriso, un flash in testa, di 23 anni di vita in piscina, e poi al “attenzione spilungona in arrivo” al tuffo dopo mi ha fatto davvero scompisciare dal ridere. Ci rimangono sempre, vorrebbero farlo tutti così, almeno un tuffo, e io per istigare ne faccio per mezz’ora, fuori dentro fuori dentro fuori dentro, fino a quando i bagnini dicono “ragazza stiamo chiudendo”, e io “sì la finisco sono peggio dei bambini, l’ultimo dai” ahaha. Alle 19:05 doccia, poi mi vesto, ma mentre mi vesto noto una faccenda particolare e mi ritrasformo in Harriet the Spy come poco prima mentre parlavo delle questioni più disparate con i signori e le signore in corsia, tra una vasca e l’altra. Una mamma, presumibilmente peruviana, attira la mia attenzione da scrittrice, forse la cosa più bella che ho. Vedo due figlie, una delle quali mi dice ciao, le dico ciao. Ma poi arriva la mamma, e le altre due figlie, e mi dico glielo dico o no, non mi trattengo, glielo dico: che pazienza ha la mamma a portarvi in piscina tutte insieme, ma solo perché fate le brave! E guardandola le faccio i complimenti, complimenti davvero. Finito di schiaffarmi i capelli in testa ancora bagnati alla bell’e meglio saluto la famigliola, si sente nel loro saluto già l’affezione. Scappo che sono le 19:23, autobus di ritorno frullando tutto questo nel cervello, spero sia uscito bene. Ho mangiato con fatica perché alla prima piscina ogni volta sono sempre un po’ stravolta. Sarà uscito bene dai, pubblico, 22:46.

— 21 giugno 2023


L’allenamento di oggi è stato ottimo, ma come gli altri, che è ovvio, ci sono stati ma non li ho semplicemente riportati. Lo stretching è ormai d’obbligo dopo ogni corsa, per me non farlo sembrerebbe come non lavare i denti dopo ogni pasto. Oggi ho cambiato divisa, dalla maglietta a mezza manica e i leggins al ginocchio (pinocchietto) sono passata a pantaloncini e canottiera. Quei pantaloncini grigi e quella canottiera blu elettrico Adidas sono stupendi insieme, li avevo comprati lo scorso anno a luglio, e se i leggins mostrano esattamente le forme, i pantaloncini cortissimi da corsa fanno uscire completamente la gamba, la coscia, senza nascondere il signorotto dietro, e poi la canottiera sembra davvero super professionale, rende giustizia alla mia parte alta, braccia, spalle, clavicole (!), e l’incrocio a X sulla schiena è bellissimo. In generale gli sguardi si girano verso di me quando corro (per una vita mi hanno guardata in piscina), che sia pieno inverno o stia piovendo, ma mi accorgo sempre che quando metto i pantaloncini per la prima volta, ogni anno, e la canottiera, il top con l’addome scoperto, ci sono dei signori sulla strada che rimangono totalmente inebetiti, intontiti per abbondanti secondi, e il loro sguardo è chiaro, e mi immagino pensino banalmente “mmmh niente male, cosce, gambette, braccia, spalle, carne giovane” ahaha! Oggi al ritorno in bicicletta alla guida di un corriere Amazon Prime c’era un ragazzo che mi ha guardata per un bel pezzo, per fortuna non è andato a sbattere nella rotonda ma c’è mancato poco, e lo stesso è capitato con altri automobilisti, guardavano di fianco e non dritto. Alcune donne si sentono in soggezione, abbassano lo sguardo, invece una signora abbastanza anziana, sempre su via Agadir, mi ha detto una cosa ma non l’ho sentita, e quando le ho chiesto “cosa?” mi ha semplicemente fatto ciao con la mano sorridendo molto. Non avrà voluto distrarre ulteriormente il mio sforzo fisico, ma dall’atteggiamento si capiva avesse detto qualcosa di molto bello, di cuore, un complimento… Tanti ammirano il semplice fatto che non desisto nemmeno con l’arrivo del caldo, faccio sempre la mia figura. Stamattina le bandiere della BMW su via dell’Unione Europea sventolavano forte per il vento, si stava comunque benissimo, e non ho mai problemi a stare al sole anche a lungo. Gli occhi di Mario saranno anche azzurri, belli e tutto, ma io non ho mai bisogno degli occhiali da sole, e la mia pelle da bianchissima col sole diventa olivastra, è più forte della sua pelle di gran lunga; una vera marinaia, in sostanza. Quella direbbe che è per il mio sangue che sono così forte. Sì va bene, ma la genetica (che resta da valutare) non è niente senza l’impegno, la volontà, la costanza, la pazienza. Alle 12, come fossero suonate le campane per procedere, i topi hanno cominciato a chiudere qualche finestra, il vento stava diventando più caldo, li prendo in giro ma è ovvio che per conservare in casa un po’ di fresco anch’io chiudo le finestre dal lato soleggiato, col cappotto da 12 cm al palazzo poi adesso funziona solo meglio, ma come dire non sono prigioniera di un orario specifico, la mia vita è molto più a sentimento, sensazione, non sono schiava di una sorta di carcere volontario, di un’ossessione o di quell’ansia che invece scorre nelle loro vene. In generale hanno aspettato (me) le 12:30 per chiudere tutto, quando era palese io ormai avessi finito con gli esercizi e fossi già pronta per la biciclettata di ritorno. Non ho sforzato troppo le braccia perché domani pomeriggio finalmente nuoterò per la prima volta in Snam all’aperto, e perché domenica con Mario alla struttura del laghetto avevo spinto abbastanza e i doloretti ai muscoli dorsali sono permasi ancora oggi; è divertente perché davo per scontati certi esercizi di calisthenics prima di mostrarli a Mario ultimamente, ma appunto quando a lui dico “ecco poi io faccio questo” e mi tiro su e mi mantengo in posizione con le braccia e le gambe tese o raccolte per un po’, lui ci prova e non riesce a farlo. È la conquistata sinergia di tutto un fisico armonico che ormai ho e che a lui manca, giocano un ruolo fondamentale appunto i muscoli dorsali (li ho ben formati e infatti dopo gli esercizi di domenica facevano molto male a me e a lui poco); da tempo sono abituata a usare tutto il corpo, e anche gli esercizi che connettono gambe, core e parte alta mi riescono, e quasi dimentico da fare non siano facili. Il vento, anche caldo di giorno, fresco di sera, di notte e al risveglio, continua a urlare chiaro. Sento la rivoluzione crescermi dentro, salirmi addosso: immagino già quale sarà l’epilogo, e il successivo prologo.

— 20 giugno 2023


Devo ringraziare i topi perché mi hanno spinta in avanti di anni e anni. Non comprendevo il motivo per cui P. Choderlos de Laclos esplicita il suo pensiero sui giudici, dei ciarlatani insolenti, gli individui più indecenti della società. Un pensiero che ritorna con M. Proust, e con altri tra i più grandi. Come dopo la disavventura con psicologi e psichiatri specialmente deficienti, che avrebbero saputo dire anche a K. Vonnegut fosse da sedare per la troppa schiettezza, la troppa lucidità nei confronti della vita, adesso so quale situazione mi aspetta. La sensazione è così netta e perfetta, la stessa prima di sapere che avevo lasciato tutti indietro in Aeronautica. Assumere io sia stupita è una pesantissima cazzata, troiata. Ecco perché lo pensa la troia. Per caso, in riproduzione casuale, è partita ora la canzone di M. Mengoni, ☞“Incenso” (chi sono io per giudicarti adesso che vai via…), come se stessi celebrando un evento religioso giunto quasi al termine, al culmine. Rispetto e devozione, solo per le mie verità più pure. 17:47. Nuvoloni e vento.

— 18 giugno 2023


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— 17 giugno 2023


Stamattina ho trovato un carrello dell’Esselunga su via Agadir, avevo già completato gran parte della mia corsa: non ci ho pensato molto, l’ho preso e l’ho spinto correndo per riportarlo a posto. Mi sono divertita in maniera impressionante, e stavolta mi sono beccata pure i 50 cent che c’erano dentro al mangiamonete, ahaha! Il meteo oggi era incerto, ma visto che poi studiandolo un attimo ho capito non avrebbe piovuto almeno fino al pomeriggio, ho preso la mia Graziella e mi sono allenata come al solito. Mi stupisce sempre ma ormai non dovrebbe: durante gli esercizi sulle colline, dopo il divertimento puro col carrello, il sole è uscito fortissimo ed è rimasto con me per un bel po’. Peccato che nel finale degli esercizi sia passata la ratmobile (bleah, vederla mi provoca sempre quel sentimento istantaneo di schifo) di ritorno su via Schengen e abbia fatto scappare anche il sole. In quel momento io mi trovavo gambe e culo all’aria perché stavo facendo la candela e vari movimenti con le gambe in quella posizione, ma ho visto fosse la ratmobile giusto in ultimo, per la targa posteriore riconoscibilissima e tutto. Non ho visto chi stesse “guidando”, ma sono sicura in casa ci fosse almeno uno dei due ratti vecchi, perché dai con quel meteo avrebbero chiuso tutte le finestre se fossero usciti insieme altrimenti ahaha. Posso indovinare? Secondo me la macchina la stava portando il marito, e la troia è stata in casa tutto il tempo, vedendomi per bene. E addirittura, incredibile, una finestra della camera del figlio stamattina era aperta, e infatti ho avuto paura potessero raggiungermi i porcovirus violentissimi che coltiva lì dentro chiuso quando dorme e fa il resto (poco niente), ma poi ho pensato di avere degli anticorpi grandi quanto il palazzo BMW e ho sentito subito un grande sollievo. Il vento era fresco, molto chiaro e deciso stamattina, continua un poco anche adesso. Che temperature meravigliose, la piscina può ancora attendere. Il cielo quando vado sulle colline continua a sorridermi sempre, complice. Finisco lo stretching, 16:19.

— 13 giugno 2023


Ieri dopo che ho chiamato il vento arietta si è offeso e ha cominciato a spingere fortissimo: il cambiamento è assolutamente ancora in atto. Ma non ha piovuto. Oggi è stata una giornata fantastica, piena, stamattina sono andata per prima cosa al mercato a prendere la frutta, con la bici di mia mamma (non è l’unica che ha, io ne ho due, ma in totale avevo calcolato che tra cantina, box, e locali comuni ne abbiamo una cosa come 15, tra quelle da corsa di mio padre, di mia mamma, ripiegabili per il camper e standard), che ha tutto un feeling diverso dalla Graziella, è più stabile e mastodontica, e col doppio cestino è comodissimo caricarla. Ho preso le ciliegie, a pranzo ne ho mangiate 19, che buone, le albicocche, le pesche, le pesche “schiacciate”. Ho implorato il marocchino di non mettermi più di un chilo per ogni cosa che da sola poi come faccio a mangiare tutto in tempo, a volte ho comprato troppo. In più al mercato dici un chilo te ne danno due come minimo ahaha. Dai sono andata a casa con una media di 1.3 kg, buono. Il signore che doveva essere servito dopo di me mi ha detto, sembra come andare dall’orefici comprare la frutta in questo momento, sì ha ragione, che prezzi, e appunto per questo non l’ho presa all’Esselunga, perché innanzitutto non è altrettanto buona, e costa pure almeno il doppio. Insomma poi sono tornata a casa con la bici, frescura meravigliosa, ho sistemato tutto e controllato se ci fosse qualcosa da mangiare subito, solo due pesche schiacciate che appunto consumo in diretta, metto qualcosa in frigo e qualcos’altro no, e poi parto con la macchina per andare all’Esselunga. Lì faccio una spesa sublime, 84 euro solo per me è quasi record mondiale, vado a casa tutta felice e pranzo, nella mia solita pace, quella attuale, coi grilli che cantano, quella della cena, con la solita stanchezza endorfinica addosso, perché in mezzo c’è stato il mondo. Io e Mario abbiamo litigato per una stupidata dopo pranzo, poi sono uscita con la macchina, giusto perché era ancora fuori dal box per averci fatto la spesa; ho parcheggiato proprio vicino alle colline, il sabato e la domenica le linee blu perdono la loro funzione. Nell’arrivare, visto che ero un minimo arrabbiata con Mario, ho preso un dosso in maniera abbastanza spinta e per un attimo ho pensato la Panda potesse decollare come l’SF 260. Ho cominciato a ridere, ma veramente forte, e poi ho continuato a farlo tra i miei due altoparlanti Bose in stereo con la musica e durante i palleggi, il cantare, i balletti, la macchina col principiante che continuava a passare su via dell’Unione Europea ma poi per fortuna si è tolta dalle palle. Adoro fare quei palleggi, mi diverte farli ampi, non mi interessa arrivare a farne tanti ma piccoli come dire, mi piace proprio il movimento fisico di inserire la coscia, la testa (dura), il piede sinistro e soprattutto un po’ di altezza. Li faccio di rado ma mi diverto sempre tantissimo. Intanto Mario ancora non arrivava, aveva dormito male stanotte, e poco, allora dopo il “litigio” si è addormentato. Quando arriva non ci ricordiamo nemmeno perché avevamo avuto da dire, ci diamo degli scemi a vicenda, e ci spostiamo sulle colline, faccio un po’ di aerobica, qualche giro di gloria e poi mi placo, mi sistemo, passo dal bagno del bar dell’Esselunga (senti di mattina ci avevo speso abbastanza) e mi sciacquo bene tutta. Il mio sudore è davvero inodore, mi basta poco per ritornare decentissimamente presentabile come se non avessi sudato per niente. I leggins e la magliettina aderente oggi mi hanno dato una libertà assoluta, non che quando ho fatto i palleggi coi jeans in altri momenti dell’anno, o con la giacca a vento, non mi fossi divertita lo stesso. Che carina quella vecchietta che non ho voluto disturbare mentre stava passando davanti ai miei altoparlanti, in pausa, e che stava parlando al telefono probabilmente con sua figlia, dopo aver fatto la sua spesina, che piano piano si stava portando a casa col carrellino. Riaccesa la musica non c’è mai nulla che mi ferma, anche se adesso, devo dire, un pochino sono stanca. I topi un po’ mi hanno guardata, anzi ogni tanto le tapparelle si aprivano e si chiudevano, come sempre palesemente per me. Sono stati chiusi e io ho vissuto uno dei pomeriggi più belli della mia vita. È passato un mese dal cannolo siciliano e ne abbiamo mangiato un altro. Che bello, tutto. 22:44. (Scritto in mezz’ora, editato in 10 min.)

— 10 giugno 2023


Sto facendo stretching, il pranzo è stato super rilassante, c’è ancora un clima eccezionale e a casa l’arietta a pranzo ogni giorno sembra come quella di mare. Invece i topi oggi per pranzo si sono chiusi nella cucina, hanno chiuso le finestre e le tende, perché poi poverini invadono la mia privacy senza volerlo. Finalmente facevo gli esercizi senza i loro occhi addosso! Non escludo, comunque, che prima di pranzo, per tutto il tempo abbiano bisticciato per vedermi dalla finestra con la vista migliore, e siano corsi da una parte all’altra della casa per non perdermi un solo attimo mentre giravo lì intorno ahahah. L’allenamento di stamattina è stato perfetto come al solito, c’era solo qualche moscerino di troppo ma diciamo che dopo l’Accademia Aeronautica ho un livello di sopportazione che va al di sopra di qualsiasi persona che mi ritrovo accanto. E il venticello spesso li placava del tutto. Appena ho preso la bici per affrontare il ritorno il cielo, già nuvoloso da un bel pezzo, mi ha fatto le sue solite 5 goccioline d’acqua vaporizzata sulla testa, e assomiglia alla zoccola, perché quando andavo da lei al parcheggio si pisciava sempre addosso per l’emozione (o insomma si bagnava anche in un altro modo, è chiaro), e poi piove in maniera abbondante quando sono a casa, quando non esco, o di notte mentre sto dormendo. La mia paura primaria oggi, visto che la scuola è finita e la troia e il marito erano in casa, è stata quella di poterli in qualche modo incontrare per strada, ma poi mi sono ricordata che sia quella che lo stupido che ha sposato non sanno nemmeno che cos’è una passeggiata ahahah. Nutro questo profondo timore perché l’anno scorso, a luglio, quella scese evidentemente per fare due passi, caso eccezionale, raro, unico, e poi l’ho raccontato già in un inserimento recente quaggiù, probabilmente il suo unico intento era quello di usare via Schengen come la Binasca, affinché io andassi da lei e mi potesse denunciare un’altra volta. Peccato non abbia calcolato che io potessi scappare con Mario, che mi attrae decisamente di più da tanto, soprattutto se lei indossava quelle ciabatte di simil pelle schifosissime con cui strisciava pure la parte del tallone ad ogni passo. Miseria, con quelle non ci andrei manco a dormire ahaha. Meglio le ciabatte di gomma allora. Dio procurale dei sandali decenti, e no infradito che già cammina male e peggiorano la postura (deve vivere a lungo per leggermi, il suo immeritato privilegio, piena di tumori quiescenti è ovvio, e riuscire a camminare almeno per casa e affacciarsi per vedere per sempre la mia bravura), oppure addirittura delle scarpe da ginnastica per camminare con la vecchiaia; quant’era dolce quell’anziana con gli auricolari che ascoltava la sua musica tutta sorridente passeggiando stamattina su via Caviaga. La prima nuotata in piscina era programmata per oggi pomeriggio, ma visto che il clima è ancora meravigliosamente fresco, me la terrò per più avanti per combattere anche il vero caldo. Come si sta bene con le finestre aperte, gli uccellini, la luce e l’arietta dolce, non murati vivi come quelli: lo faranno per la mia completa soddisfazione. Che benessere.

— 9 giugno 2023


Oggi pomeriggio avevo un esame, al ritorno sono uscita dalla metropolitana e c’era Mario ad aspettarmi. Profumo di camomilla, un po’ di risate perché dopo gli esami di Ingegneria Informatica c’è una singolarissima droga che fluisce, una droga tutta particolare, e poi colline, a saltellare come una bambina felice. Ho trovato due quadrifogli, Mario nessuno, li becco tutti io poverino, poi 5 centesimi per terra, e anche un cuoricino d’acciaio microscopico, sui gradoni di piazza Bobbio, mentre io e Mario ci stavamo sedendo per vedere insieme un video. Già mi immagino invece, che quella dopo che le ho svelato come so la disposizione del suo appartamento, dentro di lei ha pensato “genio”, però al marito ha detto “oddio vedi Pierfi stalkeeerrr”. Cristo come rido ahahahaha. Poi quando tiro fuori la parola assoluzione non si vede più da nessuna parte, il guidare da sola sparisce, ottimo, come fare di meglio? Deve morire giorno dopo giorno nel suo stesso lardo velenoso. A parte tutto, il suo problema attuale è di fare finta con chiunque di non ammirarmi ma di schifarmi, peccato che ha fatto anni a sbavarmi dietro, in un modo talmente esplicito, che se adesso prova a dire “vedi è stupida, è ritardata” lo so cosa ha sempre pensato, e dentro di lei penserà per sempre solamente: “non so come fa a essere così forte, incredibile, bella, geniale”. Un giorno racconterò la mia storia, sapranno tutti chi è stata a fare violenza e su quale donna (lei non è una donna, è un elefante insensibile, un uomo violento ahaha!). Ieri pensavo che quattro donne vecchie e ritardate sono riuscite a fare in modo che una vecchia falsa e offensiva procedesse, la GIP, le tre PM, non si sono accorte che hanno provato a violentare una giovane, che non conoscono nemmeno un pochino, e infine un giorno della loro scelta spaventosa si pentiranno. Escremento mi ha quasi aiutato, come includerla. E poi è l’unica che non ha quelle tette stratosferiche decadute, che hanno bisogno di un reggiseno che pare un ponte per reggerle: quante volte ho augurato a ciascuna di queste di schiacciarsele in qualsiasi tavolino ribaltabile richiudibile, di appoggiarle sul tavolo e sbagliare la mira delle polpette e conficcarsele, estrarre i rebbi dalla forchetta da sotto perché il manico era scomparso in quello strato di latteria inutilizzata e spenta da un secolo. Ho esagerato? Ma no! Ahahah. Concludo con un fatto attualissimo, che il governo continui a inasprire le leggi che danneggiano civili innocenti; i delinquenti continueranno ad accumulare cadaveri di vittime vere (non come la puttanona flaccida), senza che qualcuno al potere abbia mai provato davvero a fermarli. In generale non me ne importa niente, la mia vita è una meraviglia gigante: sulla schiena stanno spuntando le ali. Se dovrò morire accoltellata un giorno, sarà andata così, tuttavia sono sicura di una certezza incancellabile: in qualsiasi modo tutto mi verrà ridato. Sento scoppiare in me una carica inarrestabile, che sale.

— 8 giugno 2023


Non so nemmeno come il figlio riesca a dormire fino a tardi ogni santa volta. Tra l’altro quando non potevo appurarlo da sola era Mario a farmi ridere, perché passando di mattina, magari per andare all’Esselunga nel fine settimana, a giudicare dalle tapparelle non era mai sveglio prima di mezzogiorno ahaha. Che poi, io dormo con le tapparelle completamente alzate tutto l’anno, amo svegliarmi naturalmente con la luce, e la mia camera affaccia su quel campo immenso, non ci sono luci artificiali a disturbare. Le tapparelle della camera del figlio (lo so perché quelle case sono in vendita a volte, e trovare la piantina era stato facile) stamattina erano completamente abbassate quando alle 10 io e Mario siamo andati sulle colline. E non penso sia andato a letto più tardi di me e Mario ieri sera, mezzanotte e mezza, non si parla delle 22. Quell’essere in generale dall’inizio ci provoca una sensazione di pena, uno per essersi ritrovato in mezzo a quei due schifosi, due perché è assolutamente poca la sua voglia di vivere. Sono sempre più convinta che chi dorme eccessivamente non abbia voglia di vivere. Con tutto il movimento e il lavoro mentale che uno può fare, 8 ore a notte sono proprio il limite massimo. Stanotte ne ho dormite 7, me ne serviva un’altra forse solo per il fisico, ma io voglio vivere il più possibile, voglio fare tantissime cose, e appena mi sveglio mi alzo. Il giro è stato stupendo, alle 9:30 sono partita con la bicicletta da casa, e con 20 gradi centigradi faceva quasi freddo, sempre per i temporali in giro, alle 10 un po’ di relax sulle colline con Mario, poi un giro a piedi ovviamente passando dalle margherite, che non smettono di farci innamorare del loro profumo, e dal laghetto, e infine sulle colline di nuovo, sulla panca di marmo un massaggio per uno ai muscoli della parte alta (che spesso diventano tesi e devo scioglierli, perché li faccio lavorare poco è ovvio), che è stato un’altra dose di relax/droga assurda, e intanto il cielo continuava a essere molto nero verso Milano. Ah sì, poi comunque dopo 2 ore il figlio deve essersi svegliato, ha alzato una sola delle due tapparelle di una spanna, tanto quanto è grande il suo arco vitale, ristrettissimo, e addirittura la zoccola ha evitato di affacciarsi mentre io e Mario stavamo infine andando via. Per sicurezza l’ho salutata comunque, e le ho fatto il dito medio più volte ahaha! I tuoni ci minacciavano da un po’, prima di partire con la bicicletta il cielo non è riuscito più a contenere la sua commozione, abbiamo raggiunto le nostre case coi goccioloni in testa, bagnati, fortunati e felici, ma per la verità verso San Giuliano era ancora soleggiato e negli ultimi due chilometri non mi ha più nemmeno battezzata, la pioggia a Zivido è scesa quando ero già arrivata da qualche minuto a casa, e durante il pranzo pioveva ancora, ma col sole. Il cielo è il solito con me, e anche quando sono con Mario: si commuove e mi assomiglia, non riesce mai a smettere di ridere. Sto troppo bene, ora mi metto a studiare.

— 4 giugno 2023


Stamattina ho pulito tutto il pavimento, e il primo allenamento era andato, poi alle 10:00 sono uscita, ho lasciato la bicicletta vicino alle colline e ho fatto il mio giro di corsa. Con Mario l’appuntamento era per le 11:15, per allenarsi insieme sulle colline. Oggi ho riacquisito un’energia grandiosa, sarà anche l’effetto doping naturale di tutte quelle coccole, che almeno per una volta sono in grado di avvantaggiare le donne e non gli uomini, finalmente ahaha! Proprio all’ultimo mi ha stupito un dettaglio: dopo aver finito, io e Mario abbiamo fatto il saluto con la stretta di mano, ho preso la bicicletta, sono tornata per l’inchino sulla collina principale, poi siamo andati via, e per un pezzo di strada, quando c’è lui, porto sempre la bicicletta a mano, e quando ci salutiamo ritorno a casa salendo in sella. E… non lo faccio sempre, ma oggi mi andava di farlo: ho alzato lo sguardo verso quella che dovrebbe essere la finestra dello studio della stronza. Cosa vedo? La vedo lì a guardarci, a guardarci bene, appena mi accorgo, la saluto con la mano per sfotterla, allora lei fa un balzo velocissimo indietro, le faccio il dito medio ma mi sa che se lo perde, che peccato. Avrà pensato che in cucina o in balcone era troppo evidente da fare, che nello studio non l’avrei vista, ma niente ahaha. In questo modo mi ha sostanzialmente risposto a quello che avevo scritto ieri, dicendomi: “sono viva, e voglio vedere bene come sorridi, cosa ho perso”. Te lo dico, hai perso tutto, potevi ricominciare a vivere, ti avrei solo fatto del bene, è nella mia indole (come in quella di Gesù), voglio il bene di chiunque e do tutto a chiunque io voglia tanto bene e che mi vuole tanto bene, e invece ora guarda come sei conciata, devi guardarmi di nascosto, sei viva ma a malapena. Ora, non so tutte le ragioni di questo gesto, ma mi sembra di capire volesse vederci bene, non è la prima volta che accade, tutti ci guardano in giro è chiaro, saremo sicuramente molto belli da guardare, in più lei è una persona estremamente curiosa, e questa cosa era bellissima quando le volevo bene, sono uguale! Però adesso sarà una sofferenza voler continuare a vederci, perché come in molti altri momenti della mia vita sono in perfetta forma, sono felice, secondo me vedermi e vederci così le fa solamente molto male. Le consiglierei di tirare giù sempre tutte le tapparelle come fa suo figlio nella sua camera, che vuole evitare di vedere troppo bene quello che non ha mai provato a fare. 16:19. (Sto finendo di fare stretching.)

— 3 giugno 2023


La casa è nella pace più assoluta, del resto come me. Gli uccellini cantano. Oggi è stata una giornata meravigliosa, mi sono alzata alle 6:45 vogliosa di fare ogni cosa, comprese le foto alle balle di fieno, le sistemazioni in casa, l’incontro con Mario, che poi è durato un giorno intero. Perché va bene da sola, ma insieme cos’è stato, siamo un tutt’uno, non riusciamo a staccarci un attimo. Pizza alla Terrazza sublime come al solito, passiamo da casa mia dicendo dai poi riscendiamo subito, ma no, e non sto a spiegarlo. Poi, mi si è addormentato addosso, come un pulcino dolce, mi piace, mi piace tutto. Di mattina l’avevo raggiunto in bicicletta, bicicletta che poi ho lasciato al laghetto, per fare avanti e indietro accompagnata, nella sua macchina. Il ritorno in bicicletta è stato fresco, stasera il venticello porta con sé la frescura dei temporali attorno. In tutto questo i topi sono rimasti tutto il giorno nella topaia, tappati, murati vivi, nessuna novità, ovvio. E se sono contenta quella non possa più guidare, sono felicissima quando vedo il suo porcile sigillato coi tre cretini dentro: intanto il mondo fuori è assurdo, strabiliante. Il cielo è azzurro, sorride come me, e questo loro lo sanno, ma tendono a non volerlo più vedere. E questo è quello che fa chi muore: non credo si sia offesa più di tanto per la verità sulle unghie dipinte. Sono giorni che penso il mio futuro sia uno solo, quello dell’assoluzione, non credo più molto nel fatto che sia finita in quel modo indegno: quel giudice incredibilmente sveglio scriverà le motivazioni più vuote dell’universo. In verità è da mesi che so che nemmeno stavolta potranno macchiare la mia vita anche solo con un goccio della loro ignoranza. Sono stravolta, capita soltanto a chi vive, tutto è, e sarà, sempre più incredibile.

— 2 giugno 2023 (sera)


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— 2 giugno 2023 (mattina)


Nei due campi dove affacciano cucina, sala, camera e balconi del mio appartamento (dell’appartamento dei miei genitori) hanno appena finito di fare le balle di fieno. Ne sono uscite tantissime, che privilegio in una cittadina poter avere un panorama così! Se mai vorranno costruirci qualcosa (difficile dietro alla caserma dei carabinieri) mi opporrò con tutte le forze. Oggi pomeriggio avevo dimenticato qualcosa di fondamentale, che si collega alle mie recenti parole sulla questione assassini. La povera ragazza di 29 anni incinta uccisa con tre (EDIT: dopo l’autopsia ne hanno trovate 37) coltellate da quell’assassino schifoso di certo non è stata una tragedia evitata con gli stupidi reati che quattro giudici deficienti hanno inventato. Stamattina quando l’ho saputo mi è venuto quasi da piangere. Quei reati intelligentissimi agevolano solo chi vuole schiacciare qualcuno in qualche modo per altri motivi, l’ho già detto. Lei, come la chiamavo pochi mesi fa, e fa impressione, non è stata mai in pericolo, nutrivo un amore (non quello che possono pensare gli stupidi giudici, che nemmeno si ricordano che l’amore è stato oggetto di libri immensi, ma mai nessuno saprà esattamente descriverlo) così grande, un affetto immenso, che al più sarei stata in grado di sfiorarle il dorso della mano coi miei polpastrelli con delicatezza, una guancia con le labbra. Anche adesso non riuscirei mai a farle del male, perché è solo una povera stupida che si era follemente innamorata di me anche prima che lo facessi io: nessuno mi ha mai detto, sei come Gesù, sei come Dio, come ha fatto lei. Poi purtroppo è stata veramente sfacciata a offendere cosa faccio e quindi chi sono, soprattutto perché suo figlio non è tutto sto strafigo (ahaha), la sua ignoranza, la sua cecità, non le hanno fatto più vedere bene quale impegno e quali capacità so impiegare in certe attività uniche che mi appartengono. Da lì, anche io l’ho offesa, ma al contrario di lei (in generale non doveva permettersi) l’ho fatto su grandi verità: sapevo dall’inizio fosse mediocre, ma le volevo un bene che andava al di là di tutto, e ormai sappiamo che non lo meritava affatto. Dall’inizio mi disse che non si sentiva adeguata a riceverlo, che non era giusto nei confronti dei miei genitori, ma appunto per lei era tanto, era bellissimo, le avevo cambiato la vita, le piaceva da matti: l’emozione che prova una persona che ti sta accanto non può che essere molto chiara. E poi? E poi non solo ha offeso me ma anche i miei genitori, solo perché non sa cos’è l’amore, non sa amare, non sa comportarsi, e avrà per sempre paura dell’amore e delle persone. Sono qui per sottolineare che so che non le farei mai niente di male, invece per lei questo non è valso e non vale, ma il destino sa quanto le ho voluto bene, l’ho pensata chissà quante ore, e la sera prima di dormire le dicevo ti amo, le ho donato tutto il cuore che avevo; il destino sa anche quanto bene mi voleva lei, ed era sincero, perché altrimenti non avrebbe mai accusato un colpo così grande, non avrebbe mai reagito così, non le sarebbe importato proprio niente di me, non avrebbe perso tempo, mi amava, lo fa ancora senza saperlo, è dispiaciuta di vedere cosa ha perso, ma ormai l’ha fatto. Il destino saprà rimescolare le carte, appianare.

— 1 giugno 2023 (sera)


Oggi sto meravigliosamente, e a questo giro del ciclo non si è palesato proprio nessun dolore: ho solo la sensazione, quasi colpevole, di essere troppo in salute! Alla faccia del ciclo, e delle stupide “insegnanti” che manco sanno consigliare una camminata salutare per non stare male (non sanno neanche far capire che la lettura è qualcosa di divertente, interessante, potente, e non di noioso e solamente colto, cosa pretendo). Stamattina l’allenamento è stato una gioia, temperatura perfetta, il sole, e le nuvole portate da un venticello fresco e dolce. Poi, e non ne ho mai parlato qui, senza averne l’intento ma peccando, dopo la doccia mi è venuta una voglia, una voglia matta di quelle coccole lì, da sola, e insomma… sembrerò irrefrenabile oggi (sempre), ma dopo la pappa diciamo che ci sono cascata volentieri, prima di finire sul tappetino come al solito per lo stretching. Le stesse “insegnanti” non saprebbero mai dire, umilmente – e non è necessario dire esplicitamente, si può sempre dire senza dire – neppure questo. È una cosa bella, da fare sempre nel giusto modo e a una giusta cadenza, ma per favore, va fatta. Anche col ciclo e quando ce la si sente, anche se sei una donna ovviamente. E niente, se la vecchiaccia sa ancora permettersi di dire che faccio pena, sarò pronta a rotolarmi ancora per le risate. Ai suoi studenti a ottobre ho fatto una sceneggiata sull’autolesionismo proprio perché è convinta sia una mia cosa, e ne ho avuto la conferma: ma mi dispiace zoccola, sei totalmente fuori strada, sono cresciuta (tu mai), sarà durato 5 minuti e in maniera poco impattante, e ormai insieme a me è cresciuto il sentimento del “fottitene di qualunque schifoso individuo che dice boiate”; mi curo molto più di lei, va beh che lei va ricoverata ed è un discorso diverso, è grave, ha anche perso la possibilità di guidare autoimponendoselo, e ogni giorno che non parcheggia al liceo sono sempre più contenta, ma direi che non ha nemmeno idea della cura che ho imparato ad avere fin da piccola per me stessa. Lo sport è moltissima cura, farsi le unghie colorate non vale niente. Mi sono spiegata a sufficienza. Però un dubbio mi è venuto, forse vedeva così bene la cura che ho, che ha desiderato vedermi morta piuttosto di vedermi sempre troppo viva rispetto al cadavere che è, ahaha! Chiaramente la mia cura è sia intellettuale che fisica, senza la testa piena di ragionamenti incredibili non sopravvivo molto a lungo. Cerco sempre di non dimenticare mai nessun aspetto, che insieme ad ogni altro ha il potere di creare un individuo completo e tranquillo, forte e sensibile al bello. Ed è scontato ma mi metto a esplicitarlo un secondo: i libri, i saggi di cui ho parlato l’altro giorno saranno semplicemente degli sfizi. I libri con cui passerò alla storia saranno gli altri, quelli grandi per cui sto studiando davvero, quelli che non fanno lo scrittorino da tre soldi, ma il personaggio del secolo.

— 1 giugno 2023 (pomeriggio)


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— 31 maggio 2023


Sì, è una di quelle giornate da doppia crocetta nella ☞tabella, perché devo aggiungere l’altra faccia della medaglia, quella che esce più di rado. Ho cenato da sola nella pace, il telegiornale in realtà andava ma pensavo a queste cose. Pensavo al cibo, sì banalmente al cibo che scende ed è l’energia, quasi come in una pratica meditativa automatica. Ripensavo alle mie colline, a cosa faccio laggiù in maniera unica, che non esisterebbe se non le avessi trovate e non le avessi più abbandonate; il destino ci ha separate per un periodo, ingiustamente, e ancora non si sono scusati con noi ma lo faranno. Pensavo al libro “False accuse di stalking. Come proteggersi”, che un giorno uscirà e cominceranno a conoscermi, all’altro “Accademia Aeronautica. Cuore e delusione” il cui titolo sarà migliore ma che ho appena inventato e bisogna accontentarsi un momento, all’altro ancora “Mangiare bene, muoversi meglio”, e ancora “Scappare dagli psichiatri psicotici e altri stratagemmi vitali (senza l’abuso di farmaci)”, e anche questo sarà meglio, chiedo perdono… Non sto dicendo cose di troppo lo sento, sono solo la base, la realtà mi stupirà. Vedo bene quanto sono folle tra la gente. La gente sembra tutta uguale, tristemente. Allora io continuo, come ho sempre fatto, perché non ho mai sbagliato a credere di potere fare sempre qualcosa di strano, di nuovo, di enorme. Eccolo già. È questo stupido testo che si compone, insieme ad altre mille parentesi molto umane. Pubblico, e poi faccio partire ☞“Triumph” di Ehrling. 21:19.

— 30 maggio 2023 (sera)


Stamattina l’allenamento è stato fantastico, temperatura ottimale, venticello fresco, ora sto facendo stretching perché tutto ciò che porto avanti a livello fisico è autentico, costante, fisso. Oggi sentivo meno le mie forze impressionanti a causa del secondo giorno di ciclo (sempre il peggiore del mese), appena sveglia ho trovato il serbatoio completamente saturo e sono dovuta correre a cambiarlo, e il Mar Rosso si è dato da fare anche durante l’allenamento appunto, ma non salto affatto, da tanto: da molti anni ho capito che il movimento, anche intenso, agevola la circolazione, ed elimina qualsiasi dolore, che sia mal di testa o mal di pancia. Sarebbe bello se tutte le donne sapessero che per non sentire i dolori basta una lunga camminata; vengono condannate a pensare debbano piegarsi in due ad aspettare. La troia, forse anche spinta dal caso di cronaca della professoressa di Italiano di Abbiategrasso accoltellata da un alunno, si è fatta accompagnare, ma le direi banalmente che nessuno si prende la briga di accoltellarla, per carità, che perdita di tempo, è già morta ahaha! Martedì scorso evidentemente si sarà sbagliata, o il marito alle 7:30 stava ancora dormendo ed è scappata da sola. Devo procedere per deduzioni, ma è immediato vedere se c’è un’auto color vomito nel parcheggio, balza all’occhio, però non sto incrociando i ratti praticamente mai, e meno male – i miei orari attuali sono fantastici anche per questo –, ma escludo possa andare a piedi al liceo, non mi piace l’azzardo – in realtà quando avevo ancora la misura un giorno di novembre, caso rarissimo, l’ho vista tornare a casa a piedi, non so cosa aveva mangiato davvero; stavo correndo davanti a dove abita Mario, ho attraversato la strada e raggiunto l’altro marciapiedi urlando per la paura, ma lei non mi ha nemmeno vista perché ha il tumore agli occhi ed è cecata; su questo avvenimento scrissi anche delle parole qui su Writings, senza però essere esplicita, volutamente, per non farglielo capire. Tuttavia è semplice: la cultura del movimento non è mai appartenuta e mai apparterrà a quell’ignorantona romana spavalda ahaha! Io invece la amo da quando sono nata, continuerò a godere di ogni corsa, di ogni camminata, di ogni nuotata, di ogni muscoletto contratto. Anzi, oggi ho corso anche un poco in più, stavo veramente bene con qualsiasi atomo e sentivo il desiderio di farlo, al di là delle false imposizioni del deciso Mar Rosso. Probabilmente la settimana prossima ritornerò in piscina all’aperto, sarà meraviglioso, il paradiso.

— 30 maggio 2023 (pomeriggio)


Ancora non capisco perché ieri alle 12:30 Mario mi abbia raccontato di aver visto la vaccona rugosa passare davanti a casa sua da sola, nella ratmobile, in direzione liceo. Ieri alle 12:05 ho preso l’autobus per tornare a casa, io e Mario abbiamo avuto il nostro 4º tennis insieme dalle 10 alle 11, ed è stato bellissimo, ma non sappiamo spiegarci dove diavolo stava andando quella da sola a quell’ora, di sicuro non ha lavorato (va beh in generale non lavora mai ahaha, rovina la testa agli studenti con i suoi pensieri ignoranti), e fa ridere doppiamente perché finge da mesi di farsi accompagnare a scuola dallo stupido marito, però poi ci avrà litigato e se ne sarà andata da tutti dopo averci aspettato per vederci passare camminando nella nostra passeggiata dopo il tennis. Stamattina invece ho corso, e fatto gli esercizi da sola, pochi e buoni; Mario visto che deve sfruttare la palestra pagata ancora per pochi giorni, e col corso riesce ad andarci di lunedì, stamattina ha saltato l’allenamento con me, ma eravamo d’accordo sarebbe venuto in ultimo, per una passeggiatina dalle colline a casa sua. Quando è arrivato ero in uno stato di assuefazione divertentissimo, sarà che le endorfine mi hanno investita carichissime in anticipo, visto che per la prima volta oggi ho raggiunto San Donato con la mia bicicletta, la Graziella. Finalmente ho potuto liberarmi della macchina, e come sempre sarà così per tutta l’estate, fino a quando il meteo lo permetterà. Alle 10:30 sono scesa per uscire, ma la Graziella, che vive nei locali comuni, era piena di polvere, quasi una sorta di terra – sia per l’inutilizzo ma anche a causa dei lavori che stanno facendo al palazzo – e allora sono partita davvero solo alle 11:00. Sono dovuta risalire in casa per fornirmi di una scopetta e di una spugna bagnata, riscendere per pulire tutta la bicicletta, prima togliendo a lungo il grosso della polvere, della terra, con la scopetta, e poi facendo l’ultima passata con la spugna. Invece la bicicletta rotta che avevo visto nel merdabox dei ratti sarà ancora capovolta, rotta e impolverata poverina. Che ingiusta e triste sorte capitare vicino a quelli. Sono momenti belli, sto benissimo, anche troppo, sia fisicamente, sia mentalmente, come sempre. E non mi manca niente. “The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom” è bellissimo, adesso non sto leggendo per lo studio ma ho già scelto i prossimi cinque ☞libri, nell’ordine: “L’ispettore generale” di Nikolaj Gogol’, “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij, “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes, “La metamorfosi e tutti i racconti pubblicati in vita” di Franz Kafka, “Guerra e pace” di Lev Tolstoj; deciderò quando riprendere con la lettura, ma questo viaggio tra le pagine già promette di essere incredibile, stupefacente. (Sto facendo stretching.)

— 28 maggio 2023


Sto facendo stretching. Sabato, domenica e lunedì sono stati tre giorni meravigliosi con Mario, e oggi, martedì, l’allenamento in solitaria è stato bello come al solito. È comodo avere solo 3 giorni di lezione e potersi allenare di mattina, o verso pranzo, si sta da Dio in giro senza tutto il marasma burrascoso del pomeriggio attorno. Sabato io e Mario abbiamo mangiato di nuovo la pizza nella pizzeria AM, dietro alla topaia (ovviamente sempre a pranzo, io la mangio sempre a pranzo, di sera è stupido ingurgitare tanti carboidrati), e poi ci siamo presi pure due cassate siciliane all’Esselunga, sempre a 3,29€. Domenica abbiamo fatto il nostro primo allenamento all’aperto di esercizi insieme; dopo la corsa Mario è venuto sulle colline e abbiamo fatto due ore di cose, ma senza nemmeno accorgerci stessero passando effettivamente due ore. Mi sono divertita tanto, e i muscoli il giorno dopo tiravano per bene, a dimostrazione del lavoro fatto. Oltre a mostrargli gli esercizi, ed è talmente tanto il potenziale laggiù che non sono riuscita nemmeno a farglieli vedere tutti, ho cercato di farlo concentrare sulla respirazione, sulle posizioni corrette, soprattutto delle spalle, del bacino, con la contrazione dell’addome: di sicuro le volte successive risulterà tutto più immediato. Come rito, alla fine dell’allenamento, ho ripreso a fare con lui il saluto che facevo alla fine di ogni allenamento di nuoto con l’allenatore, una stretta di mano, ma come dire invertita. Emilio, chissà che fine ha fatto. In generale dopo ogni allenamento sulle colline finisco con un inchino per salutarle, ringraziarle, e vado via; il dettaglio migliore dell’inchino è la coda dei miei capelli che mi sbatte sulla testa, sulla fronte, e che ritorna dietro, giù. Poi insomma ieri mattina sono andata al Politecnico, ma avevo già registrato l’ultima puntata per Tenero Gheriglio, la 111 (di cui sono come al solito orgogliosa, e che rimarrà lì come ultima fino a settembre quando riprenderò a registrare), quindi ho deciso di fermarmi a San Donato al ritorno, visto che Mario poteva stare un po’ fuori insieme a me. C’è una distesa di margherite incredibile nel tratto finale di viale De Gasperi, quello che si va a unire poi alla via Emilia, allora l’ho percorso a piedi per arrivare dalla metropolitana alle colline, e mi sono sniffata così tanta camomilla da perderci la testa. Adoro quel profumo, uno dei primi giorni di corsa, di nuovo a San Donato dopo la disfatta della schifosa misura, mentre stavo correndo ho sentito un’ondata di odore di camomilla, in un primo momento senza capire, un attimo dopo indicando la schiera immensa di margherite come dolce colpevole. Non avevo mai sentito nulla di simile, è meraviglioso, ma tanto solo pochi hanno il privilegio di camminare, osservare e annusare la natura a San Donato: alla maggioranza il sedere dalla macchina ancora non si è scollato, fatti loro. Quando sono arrivata sulle colline, ho detto a Mario andiamo ti faccio sentire le margherite, e ne sono uscita drogata doppiamente. La natura mi piace sempre così tanto, una volta ritornati sulle colline è partita la sfida “trova il quadrifoglio per primo e vinci”. Ne ho trovati 3, e pure un pentafoglio. Mario niente, ma dopo i due famosi del post dell’altro giorno, lui ne aveva trovato uno, sabato. Abbiamo trascorso delle ore meravigliose insieme ieri pomeriggio, poi sono tornata a casa per pubblicare appunto la puntata 111 di Tenero Gheriglio, e il bello è stato che solo stamattina sono passati i tagliaerba sulle colline. Hanno aspettato cogliessi la fortuna prima di calpestarla e tagliarla via. La vecchia vacca oggi è andata a scuola da sola in macchina, sono stupita, come mai tanta intelligenza? Ahaha. No probabilmente il marito era di nuovo depresso dopo il pareggio in rimonta della Roma contro la Salernitana di ieri sera, anche perché dubito fortemente sia voluto andare al circolo bocciofilo per tutta la mattina senza dover accompagnare la moglie inabile: le bocce per lui sarebbero uno sport troppo estremo, meglio non scherzare. Mi sembra strano solo perché dai, ora la mongoloide avrebbe dovuto avere tantissima paura, sono libera, e pure incazzata per la merda che ha creato e per come mi ha offesa (poi i conti si risistemeranno di sicuro), per come i ciarlatani indovini hanno ascoltato una troia e hanno castrato la mia libertà ingiustificatamente per mesi. Quella stupidata che hanno istituito, dovrebbe aiutare le donne ma peggiora solo le cose, l’assassino che vuole ammazzarle non è fermato da niente e lo fa senza problemi, colei o colui che viene manipolata o manipolato, parte ovviamente senza avere nemmeno lontanamente quell’intenzione, ma potrebbe diventare un assassino omicida proprio nel momento in cui lo trattano in questo modo così schifoso. Se prima non avevo mai avuto voglia di vedere la vacca sfracellarsi e morire, dopo quello che mi ha fatto vorrei vederla in quello stato anche adesso. So che praticamente è morta da decenni, ma ci siamo intesi. Di certo non mi rovino la vita per lei, per un’ignorante del genere, se sta provando ancora ad andare da sola per sperare io vada da lei, può morire spaccandosi la testa (vuota) scivolando su una buccia di banana, o su una matita. Una volta una professoressa delle medie scivolò su una matita e non si vide più per mesi. L’unica certezza è che quei cretini stanno vedendo talmente bene me e Mario in questi giorni, che non si parlano più tra di loro, sono autoesplosi.

— 23 maggio 2023


— 19 maggio 2023


Evento eccezionale: un nuovo ☞post!

— 18 maggio 2023


Sto facendo stretching, oggi ho finito molto prima di mangiare. L’allenamento in programma è stato più leggero, di semi-scarico; come domenica sono uscita alle 11:30, e all’andata, in macchina, pioveva molto, tanto che mi stavo chiedendo che fine avrei fatto. Ma miracolosamente una volta arrivata a San Donato, smette completamente, parcheggio nell’unico posto rimasto libero e parto. Corsa perfetta, sulle colline alcuni esercizi fatti bene, poi mobilità, scioglimento, riparto per tornare alla macchina e solo lì comincia a piovere di nuovo in maniera consistente, una pioggia che mi accompagna fino a casa. Il cielo sa i miei orari, altrimenti non si spiega. Ho avvistato la ratmobile all’altezza del Rondò della Pieve alle 13:15, e sì, le mie gambe sono partite da sole, a velocità folle, mi sono pure buttata sulla piccola parallela della via Emilia con una sottospecie di parkour spettacolare, stavo morendo dal ridere ahaha. In realtà non mi ricordo se ho visto prima la strega nera sul posto anteriore lato passeggero, o la ratmobile, fatto sta che l’associazione delle due immagini mi ha provocato una reazione allergica che potrebbero cominciare a studiare. In più non riesco a capire se il marito fosse partito da casa mentre stavo facendo gli esercizi, in un momento in cui ero distratta, ma temo di no, perché capita spesso io non lo veda affatto: probabilmente va a prendere la moglie inabile dopo la sua giocata al circolo bocciofilo per anz… vecchi decrepiti. Devo anche aggiungere che dopo un momento di allegria in cui ieri, dopo aver scritto quaggiù, ho pensato che avrei dovuto essere solamente ancora più felice che la vaccona attualmente non guida, perché adesso senza di lei le strade sono più sicure al minimo del 99.9%, purtroppo mi sono ricordata che al suo posto guida il marito, e non è che se allora guida lui siamo messi meglio ahahahah! È pericolosissimo, va lento, sono sicura sia anche capace di mettersi fisso sulla corsia centrale in autostrada, e di andare a 50 km/h. I ciclisti del Giro d’Italia gli suonerebbero. Ha anche senso perché è suonato. Un’ultima cosa: la festa al rientro sulle colline era ovviamente un’invenzione letteraria, quale sbattimento inutile sarebbe, non sono una da feste, mi interessano altre cose.

— 16 maggio 2023


C’è un motivo molto semplice per cui la demente continua ad andare accompagnata: teme ancora che la totale caduta della sua finzione possa provocare la mia assoluzione. E direi che fa benissimo a continuare a tremare, di deciso ancora non c’è niente; violazione della privacy inclusa. Inoltre sa benissimo che non mi avvicino a lei nemmeno a pagamento, l’ho già detto, e anzi varrà sempre la regola “se la vedo scappo”: le mie gambe partiranno sempre in automatico.

— 15 maggio 2023


Sto facendo stretching, che strano eh. Non posso più farne a meno, le gambe sono sempre perfette. È strano pensare che è pieno di gente che non lo fa mai, corre anni e anni, anche veloce, anche troppi chilometri pensando di fare bene e un bel giorno si rompe. Tra martedì, giovedì, sabato e domenica mi sono fatta una scorpacciata di colline in tutti i modi possibili. Martedì 9, il primo giorno, io e Mario abbiamo mangiato un cannolo siciliano per uno, da mesi avevamo questo patto, quando saremmo potuti tornare sulle colline avremmo mangiato un cannolo siciliano per uno prendendolo all’Esselunga di piazza Bobbio; prima di allora non ne avremmo mai dovuti mangiare. Abbiamo fatto esattamente così, che bomba sono stati per soli 3 euro e 29 centesimi per tutti e due. Prima di tornare a casa ci siamo presi la pioggia senza ombrello ma è stato meraviglioso, il cielo continua a manifestare la sua commozione. Poi giovedì mattina mi sono allenata per la prima volta a San Donato con l’ultima parte sulle colline; Mario è venuto da me in ultimo, ho finito gli esercizi mentre comprava la frutta all’Esselunga, e poi siamo andati verso la mia macchina insieme. La parcheggio sempre in via Europa perché è l’unico parcheggio con linee bianche nei paraggi, non per stare a vedere qualche brutta vecchia con la cellulite, ma va beh speriamo ci continui a credere. Ieri invece verso le 11 ho preso l’autobus perché io e Mario volevamo mangiare insieme nella pizzeria AM, ed è praticamente attaccata al covo dei mostri, non abbiamo potuto farlo nei mesi scorsi quando invece Mario ci era andato coi suoi genitori e i suoi fratelli. In realtà prima di pranzare avevo voluto provare gli altoparlanti Bose sulle panche di marmo che avrei utilizzato dopo pranzo, mi sono divertita tantissimo. Poi però visto che i due topi erano arrivati con la loro mousemobile abbiamo pensato di scappare a mangiare, senza nemmeno potessero vederci. La pizza era molto buona, anche se con la fame che mi ritrovavo (dalle 8:30 alle 10 in realtà avevo fatto un esame online) ce ne sarebbe voluta almeno una e mezza; non so neanche come una ragazza all’altro tavolo un quarto di pizza se l’è riportato a casa. In generale andava bene perché avevo intenzione di rifare i palleggi su via dell’Unione Europea come non facevo da mesi, e con una Margherita come quella sono stata leggera (ultimamente abbiamo mangiato parecchie volte la pizza della Terrazza a San Giuliano, più adatta alla mia fame immensa). Questo coso a volte diventa un blog culinario. Procedendo poi appunto ho fatto i palleggi per un po’, con la musica, poi ho fatto amicizia con un padre e una bambina intenta ad imparare a usare i pattini a rotelle – faccio sempre amicizia con tutti laggiù –, e infine ho letto, su una collina, sulla panca, ho fatto una pausa perché avevo sete e ho riempito nuovamente la borraccia, una volta ritornata alla panca ho letto ancora un pochino e alla fine sono andata al teatro Troisi per prendere l’autobus di ritorno delle 18:42. Quando in ultimo mi trovavo sulla panca è arrivato un vento micidiale, continuava a spostare le nuvole con una forza così grande da fare andare via e tornare il sole ogni 5 minuti. Sembrava di leggere in riva al mare, oppure al lago, dove spesso c’è quel tipo di vento fresco, e dove spesso mi sono piazzata a leggere perché è bellissimo. Mario è andato via presto, ancora all’inizio della fase dei palleggi, sta studiando per il suo corso da macchinista dei treni, incrociamo le dita per gli ultimi test ma tanto finora è già stato bravissimo. Infine racconterei di oggi, verso mezzogiorno ho fatto la mia corsa, lasciando sempre la macchina in via Europa sempre per lo stesso motivo, non per la vecchia cicciona e via dicendo. Ah che tra parentesi a un certo punto ieri è uscita sul balcone fingendo di sistemare una pianta ma evidentemente l’ha fatto per vedere meglio me e Mario e mi sono spaventata tantissimo, che brutta, aiuto che paura ahaha, mi sono girata perché non potevo assolutamente rimettere una pizza così buona. Ma dicevo di stamattina, dopo la corsa ho voluto fare una sessione di esercizi sulle colline bella tosta, almeno da raggiungere i miei livelli minimi di un tempo. Bicipiti, tricipiti, pettorali, dorsali, addominali bassi, addominali alti, bacino, gamba e gluteo sinistri per bilanciare, perché stamattina a causa del fatto che avevo fatto pochi palleggi il pomeriggio prima, mi sono svegliata con la chiappa destra dolorante, niente di incredibile, ma tant’è. Poi non mi guardate male se vorrei una Margherita e mezza. E sto anche dimenticando un dettaglio stupendo, recupero subito. Ero quasi arrivata all’Esselunga a fine corsa, vedo una vecchietta che stava riportando un carrello, vuoto, appunto all’Esselunga; finché doveva portarlo in piano bene, ma poi mi sono detta, il tratto finale con la salita come lo fa povera: il tempo di superarla e la vedo bloccata all’inizio della salitina, mi giro, mi fermo, e le dico signora lo porto io che qua è dura. Contentissima me lo molla in mano e scompare. Non c’era manco niente nell’affare mangiamonete, e questa cosa me l’avrebbe dovuta spiegare, può tornare utile, ma al di là di ciò quindi arrivo agli altri carrelli correndo, è super allenante spingere un carrello in salita e in piazza Bobbio; i ragazzi volontari del Telethon mi guardano male, io dico che non è come sembra, non è come sembra. Aggancio il carrello e gli spiego la storia della vecchietta, ridono tutti e li saluto, per andarmi a stremare sulle colline con tutto quello che ho scritto poco fa. Oh signur solo io posso fare sto casino, ma che divertimento. Prima di arrivare alla macchina il cielo una pioggetta in testa me l’ha fatta, commosso come al solito, e tanto sa che io nell’acqua mi diverto un macello; guidando verso casa ovviamente è uscito nuovamente un sole spettacolare, il cielo in questi giorni si commuove e sorride completamente, si commuove e sorride completamente senza tregua. Ho finito di mangiare alle 16, poi ho steso, sono le 17:30 e lo stretching richiede ancora altro tempo. Sono forte, felice, il vento del cambiamento continuerà a soffiare.

— 14 maggio 2023


Dovrei fare una piccola parentesi sulla questione “puttanona che gira da sola o accompagnata”. In pratica dopo Pasqua sembrava avesse finalmente smesso di fingere, è andata da sola consecutivamente per vari giorni: ad oggi posso dire che probabilmente è stato così solo perché il marito aveva mangiato troppo, gli era venuta la dissenteria e non poteva accompagnarla ahahah! Perché poi fino al 9 maggio si è fatta accompagnare per fingere, e non solo, il suo ragionamento ignorante la fa andare ancora accompagnata: mi hanno liberata, e allora adesso ha (deve fingere di avere) tantissima paura poverina. Cretina, io sono sempre stata libera, non so se te ne sei accorta… ah no, la demenza glielo impedisce ahaha. Che ci vada per la vita accompagnata, le piace tanto stare sempre col suo maritino schifoso, ama fare la bambina alle sue dipendenze; a me non importa veramente niente, o al massimo la cosa mi rende solamente più felice: io sto meglio di sempre, quelli peggio della cacca delle formiche.

— 12 maggio 2023


Poi ha piovuto per tutta la notte, la mia commozione è durata a lungo e il pianto dei mostri era prevedibile; ieri pomeriggio hanno già visto benissimo come non mi hanno fatto nemmeno il solletico, giravo davanti a loro talmente felice ed elegante, che il figlio porcone addirittura gli avrà detto “ecco cosa avete fatto, bravi, sta meglio di prima, di sempre, la vedremo sempre, e ancora di più, davanti a noi, perché ci è sempre venuta con Mario e per lei, e sentiremo per sempre quanto facciamo schifo”: se non gliel’ha detto, che glielo dica, anche se lo sanno già. I ciarlatani del tribunale ieri hanno avuto addirittura la presunzione di spiegare cos’è l’amore, di conoscerlo come le loro stupide leggi imparate a memoria, di sapere perfettamente cosa implica, in tutte le persone viventi, e lo stesso per l’affetto… e di sapere persino io chi sono. Non hanno idea di chi sono. E poi per loro l’amore è solo quello tra uomo e donna della stessa età, basato sul sesso, sulle pulizie casalinghe e sul produrre figli pervertiti, come è per la vaccona, e appunto, quella vecchia vacca molliccia e puzzolente chi se la scopa, manco più il marito moribondo e cieco ahahaha. Addirittura nemmeno Escremento arriverebbe a tal punto: trova più attraente la tappa PM con cui se la rideva ieri fuori dall’aula. Non è ancora finita ma per me va benissimo anche così, non mi hanno fatto niente, è tutta una finzione, un anno, due anni, a chi importa, stanno lì buoni senza manco fiatare, prima di deflagrare. Sicuramente la vacca racconterà ancora, a tutti quelli intorno che la devono sopportare, tutto il falso su di me, e sul momento fingeranno di crederle (fallendo), ma poi mi leggeranno e potranno valutare: leggeranno proprio della vacca e dei suoi amatissimi familiari, si ritroverà a essere conosciuta per quello che è o che non è dall’universo. Sapranno tutti quanto puzza, e il solo pensiero mi disgusta abbastanza. Ripeto, non so se avrò voglia di continuare quella cagata, l’assolto dopo ieri mi sembra una stronzata micidiale, non ho bisogno mi dica qualcuno quanti mesi congelati di castigo merito; chiunque sa che non ne merito nessuno, persino loro (non hanno alcun vero potere decisionale). Se non continuerò, e se i mostri impotenti non pagheranno nulla, cambierà poco, quei quattro soldi se li porteranno nella tomba insieme agli altri che non spendono, insieme a loro, resti putrefatti e velenosi, e ai loro vermi, o meglio li lasceranno nella tomba del figlio pervertito, che morirà da solo perché anche lui ha già fatto scappare tutti intorno, e continueranno a scappare. Invece la violazione della privacy che hanno pensato bene di far partire, se sarà necessario mi farà pagare i quattro soldi famosi della stupida merdaccia che hanno creato (dalla merda esce solo merda, mai dimenticare), e in più mi lascerà un corposo premio. E ribadirei anche, se non fosse già abbastanza palese, che per ogni libro che mi hanno regalato da scrivere i guadagni saranno enormi. Grazie tante.

— 10 maggio 2023


Stasera sarò veloce. Piove tantissimo, ho vinto, ho vinto tutto. Perché ho capito che quei quattro cialtroni dei tribunali sono proprio scemi, e a me non frega niente dei loro giochini da bambini ritardati ahaha. Ma l’ho detto male, ci riprovo. Ho vinto io, ho smesso di soffrire per niente, ma la sofferenza stessa mi ha dato indietro tutto. Non intendevo certo pretendere che i cretini del manic… tribunale facessero bene, e li avrò anche sopravvalutati in più di un momento (non pecco di una salutare fiducia per la vera giustizia), ma avevo intuito benissimo potesse esserci solo un business dietro – cosa che tra l’altro la 70enne invece nella sua ignoranza suprema non ha mai sospettato, aiuto, come si può –, e oggi, una volta osservato davanti ai miei occhi che i giudici e gli avvocati equivalgono agli psichiatri simil Stronzer di turno, alle pompe funebri che ci lucrano persino sul tuo cadavere, e che al cambio, passati 10 anni, dalla tomba a terra alla polverizzazione della tua carcassa si prendono altri soldi – quando assurdamente sei letteralmente già morto e sepolto da anni, ma no, comunque ci lucrano –, ho capito che oggi è finito tutto. Anzi, ora rinizia tutto il bello, ricomincia la vita per me e chi mi vuole bene, e continua la schifezza che ha sempre avuto chi mi vuole vedere male e mi vede sempre e solo bene all’infinito, come fossi immortale ahaha. Quanti libri mi hanno dato da scrivere questi romani ignoranti, quanti pensieri mi hanno regalato, e l’analisi di me, soprattutto nel dolore, rimane qualcosa di inestimabile. Poi rincarare la dose lasciando che Escremento Fantastico oggi venisse a sentire cosa avessero da dire quattro cialtroni deficienti, farfugliando pure cose dietro di me, incomprensibili, quando io ero nel mio silenzio valutativo e conoscitivo definitivo, ecco è stato un banalissimo errore. La cosa che mi ricordo meglio di oggi sono gli stivali di pelle col tacco tipo a spillo di Escremento. E non dico stivaletti bassi, no no proprio gli stivali di pelle delle cubiste o delle zoccole della Binasca, fino al ginocchio, ah e se devo dirla tutta anche del vestito zebrato, o cosa minchia era ma che faceva schifo, e che indossava malissimo ahaha. Alla fine come la giri giri sono tutte delle zoccole della Binasca, impressionante, siamo circondati. Kurt Vonnegut direbbe: così va la vita, e va meravigliosamente. Buonanotte a me, innocente e vincente. La privacy mi aspetta: a San Vittore purtroppo non mi mandano, che peccato, studierò cos’è il carcere in altri modi per sapere com’è, cosa mi perdo… No, giusto, il carcere vero lo avevo già fatto, è uno, a Pozzuoli, il più duro, si chiama Accademia Aeronautica. Ora chiudiamo questo capitolo, e mi dispiace ma le parole scendono, in mezz’oretta si compongono; se sai scrivere lo sai fare, lo fai, non lo fermerai. La pioggia non la fermi, non fermi l’arte, i sogni, degli affamati e dei forti.

— 9 maggio 2023


Sto facendo stretching; scrivo sull’iPhone Max che ha sostituito l’iPad mini, nel silenzio della mia stanza. Stamattina ho avuto l’ultimo allenamento qui, intorno; meno male perché comincio a odiare questo tragitto piccolissimo. Mi manca, voglio ritornare nel mio percorso. Martedì mi verrà ridato quello che senza alcun senso, e offensivamente mi è stato tolto: sarà come volare. Venerdì scorso ho finito di leggere “La tentazione di esistere”, ho salvato alcuni bellissimi passi ☞qui. E poi sono orgogliosa di come sta procedendo ☞Tenero Gheriglio, domani alle 19:00 uscirà la puntata 109, questa volta sia audio che video; si intitola “9 maggio, dirà la verità”. Non penso di dover stare a spiegare quello che sta per succedere, sono cose già note, nei mesi le ho riportate perfettamente. Non ho cancellato niente perché ogni mia parola è a tal punto chiara, coraggiosa, di valore, che anche quello che stavo scrivendo quando ero all’oscuro delle cretinate dei mostri rimane meraviglioso, e continua a mostrare vividamente come è sempre andata veramente. Non ho bisogno di aggiungere altro, o al massimo ricorderei banalmente che in qualsiasi maniera vincerò tutto, indubbiamente.

— 7 maggio 2023